mar, 05 apr 2011
mar, 05 apr 2011 22:00

Diritti di escavazione

PD: "DALLE CAVE PIU' SOLDI AI COMUNI"
Diritti di escavazione
Il tema dell'aumento delle tariffe dei diritti di escavazione nelle cave lombarde (trattato anche nell'ultima puntata del programma televisivo Report) è stato affrontato oggi, mercoledì 6 aprile 2011, in VI Commissione ambiente del Consiglio regionale. Il nocciolo della questione rimane proprio quanto i cavatori devono versare annualmente agli enti pubblici (la tariffa viene spartita tra Comuni, Province e Regione) come "tassa" sul fatto che scavano e guadagnano su terreno pubblico, ossia appartenente teoricamente a tutti. Se l'ultimo aumento deciso dalla Regione è del 2006, anche il normale adeguamento Istat è fermo al 2008, a 0,44 euro al metro cubo e l'armonizzazione prevista è ottenuta dalla moltiplicazione della tariffa base del 2009 con l'inflazione riportata dall'Indice dei prezzi al consumo armonizzato e dovrebbe portare la tariffa a 0,46 euro massimo. Non è chiaro se il 2009 verrà adeguato o salterà e se le sanzioni pecuniarie sono state o meno adeguate. "Abbiamo un'occasione importante – commentano Arianna Cavicchioli, Giuseppe Civati e Angelo Costanzo, consiglieri regionali del Pd –: la Lombardia deve diventare un modello ed essere la prima a dare l'esempio. Noi abbiamo sul nostro territorio molte cave, tant'è che presto dovremo discutere il piano cave in Consiglio regionale. E la nostra è una regione dove l'edilizia tira. Ma dobbiamo uscire da un dibattito scadente per affrontare in modo concreto e corretto, senza penalizzare il mercato, la questione". "La difesa dell'ambiente, del territorio, del suolo, dei beni comuni passa anche attraverso una cifra che rappresenta una valore giusto ed equo per un bene che è di tutti – continuano i consiglieri Pd –. Gli adeguamenti tariffari devono valere per le cave, come per la concessione per l'acqua minerale e per tutti quei beni verso cui l'opinione pubblica è attenta. Il Pd farà la propria proposta affinché ci sia una corretta quantificazione. Un po' come è avvenuto per l'acqua minerale, appunto, che, su nostra proposta, ha praticamente raddoppiato la tariffa, pur stando entro una cifra che non penalizza certo i produttori". Ecco quali sono i criteri per l'aggiornamento della tariffa secondo il Pd: "Va tenuto conto del valore di utilizzo di una risorsa sempre più scarsa; del valore dell'impatto ambientale delle operazioni di escavazione; vanno compresi i costi per un adeguato sistema di controlli sulle escavazioni. Inoltre, la quota tariffaria, così come previsto dalla legge 14/1998, dovrà servire a coprire il finanziamento di iniziative di riequilibrio e recupero di aree, per la promozione dell'identità culturale e la valorizzazione delle preesistenze estrattive".