Il Global Media Monitoring Project è il più vasto studio a livello internazionale sulla rappresentazione delle donne nell’informazione di tutto il mondo e anche un’iniziativa volta a promuovere un cambiamento nella rappresentazione mediatica dell’universo femminile. Nato nel 1995, in occasione della IV Conferenza Mondiale sulle Donne a Pechino, il progetto si collega direttamente all’obiettivo strategico “J” della Piattaforma di Azione approvata in quell’occasione dalle Nazioni Unite.
Il rapporto, cui ha collaborato Corecom Lombardia, presieduto da Marialuisa Sangiorgio, illustra i principali risultati dell’indagine condotta dall’Osservatorio di Pavia in quattro regioni italiane che hanno sostenuto il Glocal Media Monitoring Project, monitorando tutti i notiziari del giorno a partire dalle ore 7.00 del mattino fino alle 24. 00 di sedici TV locali (in Lombardia Antenna 3, Telelombardia e Telenova) nella stessa giornata campione prescelta a livello internazionale: il 10 novembre 2009.
I principali risultati emersi dall’analisi quantitativa rispetto alla rappresentazione di genere hanno tra l’altro evidenziato:
- un’altissima visibilità femminile nella conduzione dei telegiornali locali, che nel 72,9% dei casi risultano condotti da donne;
- anche fra i giornalisti reporter o con altri ruoli nei notiziari (curatori di rubriche, redattori di servizi, etc), le donne risultano ampiamente rappresentate: su 445 giornalisti rilevati il 43,6% è di sesso femminile;
- quanto al loro profilo anagrafico, le donne giornaliste appaiono più giovani rispetto ai colleghi maschi: fra i conduttori d’età compresa fra i 19 e i 34 anni il 94,1% è donna e fra i giornalisti della stessa fascia d’età le donne sono l’81,3%;
- per quanto riguarda le tematiche delle notizie, le giornaliste risultano maggioritarie nelle notizie relative a Scienza e salute, nel 63,1% dei casi a cura femminile, e in quelle pertinenti questioni sociali e legali (58,1%).
Nonostante un telegiornalismo locale molto connotato al femminile, i risultati relativi a “chi fa
notizia” evidenziano:
- una sottorappresentazione delle donne: le donne di cui si parla o che vengono intervistate nei notiziari locali monitorati sono infatti solo il 17,2%;
- le tematiche maggiormente inclusive per le donne sono quelle relative alle Questioni sociali e legali, che registrano una presenza femminile pari al 27,9%, quelle pertinenti Scienza e salute (23,6%) e quelle di Criminalità e violenza (19,1%);
- quanto al profilo anagrafico delle donne rappresentate nei notiziari, sono soprattutto le fasce di età più giovani quelle in cui le donne risultano maggioritarie, essendo il 46,2% dei soggetti sotto i 12 anni, il 42,9% di quelli in età compresa fra i 13 e i 18 anni, il 33% delle persone in fascia 19-34. Gli uomini invece sono maggioritari nelle fasce d’età più avanzata, in particolare raggiungono l’84,7% nella fascia d’età adulta che è anche la più frequente sugli schermi, ovvero quella compresa fra i 50 e i 64 anni;
- quanto al profilo professionale, le donne in generale sono più rappresentate nelle categorie che indicano una posizione sociale mentre gli uomini nelle categorie professionali: sono donne il 76,5% dei lavoratori casalinghi o genitori, il 51,2% degli accademici, educatori o ricercatori, il 50% degli impiegati e degli studenti, il 46,7% degli abitanti generici di un paese, il 45% dei minori e il 43,3% delle persone di cui non viene esplicitata alcuna posizione sociale o professionale;
- Infine, l’ultima variabile considerata rispetto a “chi fa notizia”, riguarda la rappresentazione di vittime e sopravvissuti: anche questa ricerca, come altre in passato, ha evidenziato una maggior frequenza per le donne a essere visibili nell’informazione in quanto vittime (16,6% dei casi, vs il 6,2% dei casi maschili) e/o in quanto sopravvissute (5,7% dei casi, vs il 2,6% dei casi maschili).
Rispetto ai contenuti delle notizie, questa indagine ha evidenziato:
- una scarsa centralità delle donne, che, sia a livello di individui sia a livello di gruppo sociale, riescono a essere protagoniste dell’informazione solo nel 10,7% delle notizie;
- nessuna attenzione per questioni pertinenti in modo specifico l’uguaglianza o la disuguaglianza di genere o qualche politica per le pari opportunità in atto a livello nazionale, internazionale o locale;
- una certa propensione a rinforzare stereotipi di genere, rilevati nel 9,5% delle notizie, e una scarsa tendenza a sfidarli: solo il 2,7% delle notizie ha registrato una sfida chiara agli stereotipi di genere.
I risultati completi della ricerca possono essere consultati all’indirizzo:
LA FESTA DELLA DONNA IN AULA CONSILIARE
Lunedì 8 marzo l’Aula consiliare del Palazzo Pirelli ospiterà a partire dalle ore 10.30 lo spettacolo di cabaret “Quello che le donne…” consistente in un monologo ironico di Debora Villa che racconterà la figura della donna in questo secolo. Saranno presenti il Presidente Giulio De Capitani e l’Ufficio di Presidenza. Interventi delle Consigliere regionali Sveva Dalmasso e Maria Grazia Fabrizio.